mercoledì 2 marzo 2022

Dentro per anni

Il sozzo carico di male che si tiene dentro per anni e nessuno si accorge di avere.

(Dino Buzzati, Non aspettavano altro)

domenica 27 febbraio 2022

Il semolino

Avevo diciotto anni quando scelsi il semolino, e dirò subito che non fu una decisione imposta dai miei, e neanche dettata dall'interesse. La verità è che il semolino a quell'epoca mi piaceva, e io credevo sinceramente che potesse farmi lieto per tutta la vita. Debbo anche aggiungere che non avevo grande esperienza alimentare, come la maggior parte dei nostri giovani: qualche tozzo di pane, un paio di mele, una fettina di salame. Ora, si sa come sono fatti i ragazzi: usciti dalla fase dell'alimentazione notturna e inconsapevole, con poche e distorte informazioni sul cibo, non vedono l'ora di sceglierne uno, e finiscono per prendere la prima cosa che gli solleciti l'appetito. Per parte mia lo dico sempre, ai giovani che m'accade di conoscere; queste sono scelte che purtroppo, nella nostra società dominata dal tabù alimentare, non ammettono poi rimedi, tranne questo, di ricorrere, come facevo appunto io, alla bistecca clandestina, consumata in segreto e quasi al buio, con la complicità di una cuoca contrabbandiera, che oltretutto te la fa pagare un occhio della testa, perché la legge Merlin è assai pesante, per questi reati: fino a sette anni per chi favorisce l'alimentazione altrui, e ne trae profitto.

Luciano Bianciardi, La solita zuppa (in LA solita zuppa e altre storie): uno dei racconti più belli e sorprendenti letti ultimamente. Una satira ironico-surreale su sesso, cibo e società dei consumi negli anni 60, con tanto di riferimenti politici (il divorzio, la legge Merlin) e religiosi (la predicazione di Gesù). Il tabù sessuale diventa tabù alimentare, mentre la società del benessere ha fatto del sesso un bene di consumo per grandi e piccini. 

Testo divertente, scorretto, acuto, coraggioso, scritto benissimo.

domenica 20 febbraio 2022

Contro il poetico


Il poetico ha ammazzato la poesia: esiste la poesia, che è quasi sempre violenta, frontale, nuda, spoglia e disadorna, anche quando è un ricamo assolutamente perfetto, ed esiste il poetico, che è l’aggettivazione della poesia: quel sentimentalismo strisciante che è quanto di più lontano dal fare scrittura poetica vera.

Daniele Mencarelli

(https://bit.ly/35dsZMc) 

giovedì 27 gennaio 2022

Le scarpe di Auschwitz

Le scarpe di Auschwitz, una piramide alta 

fino al cielo, si lamentavano sommesse: 

purtroppo siamo sopravvissute all'umanità. 

Dormiamo, dormiamo, non abbiamo dove andare. 


(Adam Zagajewski, Dalla vita degli oggetti, Adelphi)




domenica 16 gennaio 2022

Il cuore del cuore

Il lato luminoso e insieme oscuro della scienza moderna (in particolare la chimica, la matematica e la fisica) nell'orginalissimo libro dello scrittore cileno Benjamin Labatut, Quando abbiamo smesso di capire il mondo (Adelphi, 2020).

"Abbiamo raggiunto il punto più alto della civilizzazione. Da qui possiamo solo cadere". 

Storie di scienze e di scienziati tra il potere distruttivo delle nuove scoperte (il cianuro, i gas, l'atomica) ed il viaggio misterico oltre le soglie della conoscenza conosciuta, verso il segreto che tiene insieme tutte le cose, il "cuore del cuore", il "nucleo oscuro", il mistero incomprensibile. 

"C'era un limite assoluto a ciò che si poteva sapere di questo mondo". 

Due belle interviste all'autore qui e qui

"La scienza è un’impresa spirituale"

martedì 4 gennaio 2022

Mesticare le parole

Un bellissimo viaggio tra le parole partendo da un'insegna ad Arezzo, "Ferramenta e Mesticheria". 

Mesticheria, derivato da mestica, è il negozio, la bottega per la vendita delle vernici, l'equivalente del colorificio. 

La mestica è la mescolanza di colori diluiti con olio, impiegata nella preparazione del supporto per la pittura. 

Mesticare vale dunque per mescolare, con particolare riferimento al dosaggi dei colori per dipingere (stendere la mestica). L'origine è nel latino volgare *mixticare, intensivo di MISCERE, cioè mescolare, mischiare, mescere (sec. XIV). 

Accanto a mesticare esiste mesticciare, da una supposta forma latina *mixticius (trattare una cosa di sotterfugio e alla peggio) da cui viene anche meticcio, "mischiato", nato da genitori di due razze diverse. 

Mesticanza o misticanza è invece il miscuglio di più cose, oggi con riferimento particolare alle erbe di campo da mangiare nell'insalata. 

Il participio passato del latino MISCERE, MIXTUS, dà origine a mestare (nel torbido), mistura, lo stesso mestolo da cucina o mestola da muratore. 

Dall'infinito, più facilmente vengono mescere, mescita e miscela. 

sabato 1 gennaio 2022

Gli incanti celesti

Ma tu... tu mi comprendi perché so che anche per te è aperto il meraviglioso e romantico regno ove abitano gli incanti celesti dei suoni.

Ernst Theodor "Amadeus" Hoffmann, Racconti musicali, Il Sole 24 Ore.

L'idea romantica della musica come sogno, come incanto, come inganno, drammatico o stravagante sodalizio di anime elette.

martedì 28 dicembre 2021

Una presenza reale


Due chicche da un'intervista letta per caso del critico letterario Alfonso Berardinelli. Si parla del valore reale degli intellettuali e del rapporto tra la verità e chi la dice. 

Dice Berardinelli:

Mio padre (operaio) era in realtà più intellettuale di molti intellettuali. Alla sua età (22 anni) aveva capito che il fascismo era il fascismo mentre Pirandello e un po’ anche Croce non lo avevano capito. Difficile a quell’età essere più consapevoli di così. Per questo mi viene sempre naturale chiedermi quanto siano davvero intelligenti gli intellettuali.

È poi ancora:

Chi dice la verità conta quanto la verità stessa. La verità non è una formula verbale, è una presenza reale. Un testo medievale apocrifo riferisce questo dialogo. Ponzio Pilato domanda a Gesù: “Cos’è la verità?”. E Gesù risponde: “È l’uomo che ti sta davanti”. Questa risposta va intesa anche in senso laico. 


(https://bit.ly/315MlRz) 


(Tintoretto, Cristo davanti a Pilato) 

lunedì 27 dicembre 2021

Da dentro la ferita

Tre piani di una tranquilla palazzina borghese in Israele, nei pressi di Tel Aviv. 

Tre storie colme di dolorosa inquietudine, che si inoltrano nel cuore delle relazioni umane. 

Tre confessioni di segreti, altrimenti inconfessabili, a tre interlocutori muti, e per questo forse affidabili.

Tre piani di Eshkol Nevo, edito da Neri Pozza in Italia nel 2018. Vale davvero per questo romanzo ciò che l'autore dice in generale per la sua opera:

«Io vedo una ferita e da dentro questa ferita provo a scrivere».


sabato 4 dicembre 2021

Frega un casso a mi


Era lunedì 12 maggio 1947 [...] Quello stesso giorno De Gasperi a Roma chiamò i ministri socialisti e comunisti nel suo ufficio e disse loro: <Am dispiase, ma andé fora d'i cojon! Non podí più star int'el goerno>. 
<E perché? >
<Perché gli americani n'i vole>
<Ah, be'>


Che bella la storia pensata e parlata in dialetto veneto-pontino dai personaggi di Antonio Pennacchi in Canale Mussolini. Sia i personaggi della storia grande (De Gasperi, Togliatti, e nel primo volume Hitler e Mussolini), sia i personaggi della storia familiare, con le loro esclamazioni (Ostia che batocio! Orca santa sgnàcara!), i loro insulti (pecoraio perugino marocchino maladeto!) le loro maledizioni (ch'agh vegna un càncher). 

Ah no, io non vengo, non è la mia guerra. Io faccio il muratore. Frega un casso a mi d'i fascisti, todeschi, merican. Mi son de pelo rosso, n'agò né patria né pare né fameja.