martedì 28 dicembre 2021

Una presenza reale


Due chicche da un'intervista letta per caso del critico letterario Alfonso Berardinelli. Si parla del valore reale degli intellettuali e del rapporto tra la verità e chi la dice. 

Dice Berardinelli:

Mio padre (operaio) era in realtà più intellettuale di molti intellettuali. Alla sua età (22 anni) aveva capito che il fascismo era il fascismo mentre Pirandello e un po’ anche Croce non lo avevano capito. Difficile a quell’età essere più consapevoli di così. Per questo mi viene sempre naturale chiedermi quanto siano davvero intelligenti gli intellettuali.

È poi ancora:

Chi dice la verità conta quanto la verità stessa. La verità non è una formula verbale, è una presenza reale. Un testo medievale apocrifo riferisce questo dialogo. Ponzio Pilato domanda a Gesù: “Cos’è la verità?”. E Gesù risponde: “È l’uomo che ti sta davanti”. Questa risposta va intesa anche in senso laico. 


(https://bit.ly/315MlRz) 


(Tintoretto, Cristo davanti a Pilato) 

lunedì 27 dicembre 2021

Da dentro la ferita

Tre piani di una tranquilla palazzina borghese in Israele, nei pressi di Tel Aviv. 

Tre storie colme di dolorosa inquietudine, che si inoltrano nel cuore delle relazioni umane. 

Tre confessioni di segreti, altrimenti inconfessabili, a tre interlocutori muti, e per questo forse affidabili.

Tre piani di Eshkol Nevo, edito da Neri Pozza in Italia nel 2018. Vale davvero per questo romanzo ciò che l'autore dice in generale per la sua opera:

«Io vedo una ferita e da dentro questa ferita provo a scrivere».


sabato 4 dicembre 2021

Frega un casso a mi


Era lunedì 12 maggio 1947 [...] Quello stesso giorno De Gasperi a Roma chiamò i ministri socialisti e comunisti nel suo ufficio e disse loro: <Am dispiase, ma andé fora d'i cojon! Non podí più star int'el goerno>. 
<E perché? >
<Perché gli americani n'i vole>
<Ah, be'>


Che bella la storia pensata e parlata in dialetto veneto-pontino dai personaggi di Antonio Pennacchi in Canale Mussolini. Sia i personaggi della storia grande (De Gasperi, Togliatti, e nel primo volume Hitler e Mussolini), sia i personaggi della storia familiare, con le loro esclamazioni (Ostia che batocio! Orca santa sgnàcara!), i loro insulti (pecoraio perugino marocchino maladeto!) le loro maledizioni (ch'agh vegna un càncher). 

Ah no, io non vengo, non è la mia guerra. Io faccio il muratore. Frega un casso a mi d'i fascisti, todeschi, merican. Mi son de pelo rosso, n'agò né patria né pare né fameja.