"Esiste uno stile cristiano di presenza anche nel mondo digitale: esso si concretizza in una forma di comunicazione onesta ed aperta, responsabile e rispettosa dell’altro" (Benedetto XVI)
lunedì 2 marzo 2020
La salvezza come malattia
mercoledì 26 febbraio 2020
Prendete e grattatevi
domenica 23 febbraio 2020
Il figlio del secolo
domenica 16 febbraio 2020
Istruzioni
domenica 19 gennaio 2020
Uscita di sicurezza
mercoledì 8 gennaio 2020
Codice di sopravvivenza
La storica rivista Civiltà Cattolica torna a parlare della letteratura e delle sue ragioni in un recente preziosissimo articolo (Perchè la letteratura?) firmato dal card. José Tolentino de Mendonça, teologo e poeta, archivista e bibliotecario della Santa Sede. Un articolo da conservare per la sua forza e la sua chiarezza anche sul rapporto tra fede e letteratura. Alcune perle:
"Non comprende veramente una determinata tradizione culturale chi ignora la sua letteratura. Non comprende l’essere umano, nella sua universalità, chi ignora le testimonianze poetiche che esso è andato inanellando nel corso dei millenni". Abbiamo dunque bisogno della letteratura "non come di un ornamento gradevole ma tutto sommato superfluo del nostro habitat spirituale, bensì come di una sua struttura portante, un codice di sopravvivenza del nostro stare al mondo".
"Uno dei drammi del cristianesimo e delle religioni del nostro tempo, è la crescente dislocazione della sua autocomprensione al di fuori dall’orizzonte della letteratura: sempre meno la pratica religiosa contemporanea ricorre alla letteratura per articolare le proprie rappresentazioni di fede, e sempre meno la letteratura ricorre al loro discorso come risorsa di senso".
"È perciò una responsabilità urgente e gravissima della Chiesa, di tutti i credenti, riattivare processi culturali che sbocchino nella creazione di codici e chiavi di lettura del presente (...) rispondenti alle sofisticate richieste avanzate dalla storia contemporanea", rimettere in moto "l’indispensabile dinamica creativa fra fede e cultura", superando gli approcci egemonici del passato.
L'obiettivo e la responsabilità è di far nascere qualcosa di cui non solo la Chiesa, ma tutta la società ha disperatamente bisogno: "non una letteratura cristiana, che appartiene a un modello di civiltà del passato, ma una letteratura che faccia della fede cristiana (...) una risorsa di senso per l’umanità del nostro tempo".
L'articolo merita di essere letto, meditato e condiviso integralmente.
venerdì 3 gennaio 2020
Non resistenza
venerdì 27 dicembre 2019
Vannella
Giurate di non aiutare i partigiani? In fila sul sagrato della Chiesa, davanti al plotone dei soldati tedeschi occupanti, tutta la gente del paese risponde di sì, anche il prete, che pure era il sospettato numero uno.
Tutti tranne lei, Giovanna detta Vannella, la figlia del medico fascista del paese. Unica tra donne, vecchi e bambini mezzi morti di paura, rifiuta la solenne pagliacciata di giurar di non aiutare i partigiani, gli "schifosi della montagna". E riceve in cambio, dall'ufficiale tedesco, uno sputo in faccia.
D'accordo, sì, d'accordo, cos'è un po' di saliva rispetto al mare di sangue che ricopre la terra? Ma la guerra non è solo la catastrofe delle tante morti: è violazione della dignità morale dell'uomo.
Vannella è terrorizzata, ma davanti al comandante tedesco non parla e non giura. Quale potere di provocazione ha il suo silenzio. "Eppure ho visto Dio nel battere atterrito delle ciglia, in quel modo furtivo vergognoso, di asciugarsi la guancia contro la spalla. Dio in una forma che non sapevo. Come un uccello piccolo, il più piccolo e debole. Non l'aquila di Zeus. Forse non la potenza paurosa di Dio, bensì la debolezza del Divino riesce intollerabile a un mondo come questo".
In tutto il romanzo di Elena Bono (Come un fiume come un sogno), Vannella non pronuncia una parola, ma ne è la protagonista silenziosa. Non parla e quasi non compare, si nasconde, ma comunica con la sua "bellezza", la forza interiore di chi assume con determinazione cosciente il ruolo della vittima.
Sputacchiata da un ufficiale tedesco, sorvegliata come soccorritrice dei partigiani e infine deportata in campo di concentramento, la ragazza è - poeticamente - la figura dell'angelo (visiting angel) di cui parlano Eliot e Montale: creatura testimone (e martire) di quell'amore che supera ogni limite umano e apre la dimensione dell'Oltre, testimone di un altro ordine e di un'altra natura.
Quella mano
lunedì 16 dicembre 2019
La vicenda di gioia e di dolore
e di soffrire (all'uno e all'altro
vai rassegnata).
Nessuna voce tua odo se ascolto:
non di rimpianto per la miserabile
giovinezza, non d'ira o di speranza,
e neppure di tedio.
Giaci come
il corpo, ammutolita, tutta piena
d'una rassegnazione disperata.
Noi non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima, se il cuore
si fermasse, sospeso se ci fosse
il fiato...
camminiamo io e te come sonnambuli.
E gli alberi son alberi, le case
sono case, le donne
che passano son donne, e tutto è quello
La vicenda di gioia e di dolore
non ci tocca. Perduta ha la sua voce
la sirena del mondo, e il mondo è un grande deserto.
Nel deserto
io guardo con asciutti occhi me stesso
