giovedì 28 aprile 2022

La dose di libertà sufficiente

Una poesia di Giovanni Casoli, da Sul fondamento poetico del mondo (L'Ora d'oro, 2010):


La pazienza del giorno

incomincia non prendendo troppo sul serio

il profitto e la perdita, 

abbracciando l’aria 

e incontrando la luce. 

Poi pregando Dio per i vivi e per i morti: 

sei anche tu, e potresti essere tu stesso. 

Se fai queste cose con la certezza del passero 

e l’applicazione dell’acqua, 

con la serietà dell’ombra 

e l’attenzione del vento, 

hai conquistato la dose di libertà sufficiente 

ad attraversare le epoche, 

a legare i covoni e salire sul tram.






martedì 19 aprile 2022

Destino di Cristo

Il 19 aprile 1943 inizia la rivolta del ghetto di Varsavia contro la soluzione finale che la autorità tedesche occupanti in Polonia intendono attuare secondo gli ordini di Himmler. 

La rivolta si conclude il 16 maggio 1943, gli ebrei uccisi nel ghetto in conseguenza della repressione della rivolta sono circa 13.000. 

Il ghetto è completamente raso al suolo e i suoi 42.000 abitanti superstiti sono dispersi in vari campi di concentramento.

A questo episodio la grande poetessa Elena Bono dedica una delle sue più belle, più "teologiche", scritta in quegli anni di guerra:


L’incendio di Varsavia

Quando, Varsavia, bruciano le tue mura, 

anche le nostre notti

sono piene di fiamme. 

Quando terribile brucia il tuo cuore, Varsavia, 

bruciano tutti i cuori, 

chiamano le tue campane

tutti a morire. 

Moriamo, moriamo, Varsavia, 

se all’uomo altro modo non resta 

di essere uomo. 

Cristo ogni giorno muore, ogni giorno risorge. 

Varsavia, destino di Cristo sopra la terra.


«Così deve essere nei nostri cuori», scriveva tanti anni dopo, nel 2013, commentando questa poesia: «Cristo ogni giorno muore, ogni giorno risorge. Ognuno di noi, destino di Cristo sopra la terra».

E suggeriva di rileggere la poesia, ascoltando le note dello “Studio Rivoluzionario” di Chopin.



All'episodio drammatico dell'assedio di Varsavia è dedicato anche quest'altro intensissimo testo letterario.

domenica 17 aprile 2022

Dimmi cosa mangi

Dimmi cosa mangi, ti dirò chi sei.

Una cena molto originale. Breve racconto scritto di Fernando Pessoa, in inglese, a solo 19 anni. A metà strada tra il noir e l'horror, con suggestioni di Edgar Allan Poe. 

Notevole l'abilità descrittiva dei tratti psicologici nascosti del protagonista, Herr Prosit, presidente della Società di Gastronomia di Berlino, uomo apparentemente e costantemente ilare, allegro ed affabile, eppure caratterizzato nel profondo da una serietà innaturalecome qualcosa di simile al dolore, che gli altri tuttavia non vedevano, non notavano. 

Come in una notte di bufere in cui si susseguono le une alle altre, ma a intervalli, colui che ne è testimone considera l'intera notte una notte di tempesta, dimenticando gli intervalli tra i momenti più violenti e attribuendo alla notte la caratteristica che lo ha colpito di più; così seguendo un'inclinaziobe dell'animo umano, si diceva che Prosit fosse un uomo allegro, perché ciò che più colpiva in lui era l'allegria fragorosa, la sua gioia rumorosa. Nella tempesta il testimone dimenticava il profondo silenzio degli intervalli. 







Mi manca la fede

"Mi manca la fede e non potrò mai, quindi, essere un uomo felice, perché un uomo felice non può avere il timore che la propria vita sia solo un vagare insensato verso morte certa".

(Stig Dagerman) 

domenica 3 aprile 2022

Il vero disastro

"Il vero disastro è che lui non ha più un cuore di cane ma un cuore di uomo" .

Michail Bulgakov, Cuore di Cane

"La scienza non è ancora riuscita a trasformare le bestie in uomini". Ma gli uomini in bestie sì.