
L'altra sera mia figlia di 6 anni piangeva perchè la sua migliore amica - una bambina filippina - l'indomani si trasferiva a Milano con i genitori e non sarebbe tornata mai più. Quella mattina, a scuola, la classe l'aveva salutata con una festa in suo onore.
Lo scorso anno è toccato invece al "grande": il suo amichetto Matteush tornava in Polonia con la mamma e il papà, che erano in Italia da 18 anni. Qualche settima fa lo abbiamo rivisto grazie ad un colegamento webcam (che invenzione!) ed è stata una grande gioia. E poi ancora, all'inizio di quest'anno, tutta la classe ha vissuto settimane di apprensione perchè la piccola Saduni non riusciva a tornare dallo Sri Lanka per motivi legati al permesso di soggiorno.
Benedico la scuola che é una grande palestra di integrazione. E non tanto per i discorsi che vengono fatti dagli insegnanti, quanto perchè insegna ai bambini (ma anche ai loro genitori) a vivere insieme e a volersi sfacciatamente bene, italiani e stranieri.
Stamattina un articolo su Repubblica presentava una bellissima carrellata di racconti di bambini stranieri sulla loro esperienza, bella o brutta, con i compagni di banco italiani. Si sa che i bambini possono essere anche cattivissimi, ma le osservazioni di questi ragazzini immigrati sono strepitose. Potrei scegliere quelle più serie, che fanno riflettere sul clima politico e culturale del nostro Paese sul tema dell'immigrazione. Ma preferisco segnalare quelle più esilaranti e fantasiose, che mostrano l'involontaria genialità dei bambini, di ogni latitudine.
Come Faiza, 10 anni, del Marocco, per il quale "gli italiani sono americani, però nati in Italia, non in America, per questo parlano italiano".
Omar, 9 anni, marocchino anche lui, ci tiene a precisare che non ha la pelle bianca, "è vero, ma non ho neanche la pelle nera, perchè la mia pelle è marroncina. I negri hanno la pelle nera e io non sono negro, sono arabo (...) Secondo me se il colore era nero per me era peggio".
Per Vera, 9 anni, albanese, gli italiani "sono bassi, simpatici, allegri, sempre alla moda. Gli italiani assomigliano agli albanesi".
Infine Ines, 9 anni anche lei, domenicana, si lamenta perchè "un bambino pensa che io ho la pelle così perchè mi sono colorata con un pennarello". Qualcuno, velenosetto, le chiede: "Perchè non ti scancelli?" o "Di che colore è il tuo sangue?" oppure ancora: "Ma tu fai la cacca nera?". Ines un po' s'arrabbia "perchè a loro la maestra deve ancora insegnare tutto, sono troppo piccoli". Quindi sbotta, adorabile, che "Poi io non ho mai visto una cacca bianca, nessuno la vede, non esiste!"








