giovedì 2 maggio 2024

L'urlo del lupo

Vino e pane, di Ignazio Silone, scritto tra il 1936 e il 1937, romanzo cristologico antifascista.

***

"Si hanno notizie di Luigi Murica?" domandò don Paolo. "È ancora in carcere?"
"È morto ieri".
"Consummatum est" disse don Paolo.
[...] 
"Luigi aveva scritto su un pezzo di carta: la verità e la fraternità regneranno tra gli uomini al posto della menzogna e dell'odio, il lavoro regnerà al posto del denaro. Quando l'hanno arrestato gli hanno trovato quel biglietto che egli non ha rinnegato. Nel cortile della caserma della milizia di Fossa gli hanno perciò messo in testa un vaso da notte in luogo di corona. Quest'è la verità, gli hanno detto. Gli hanno messo una scopa nella mano destra in luogo di scettro. Quest'è la fraternità, gli hanno detto. Gli hanno poi avvolto il corpo in un tappeto rosso raccolto da terra, l'hanno bendato e i militi se lo sono spinto a pugni e a calci tra loro. Quest'è il regno del lavoro, gli hanno detto. Quando è caduto per terra gli hanno camminato di sopra, pestando coi talloni ferrati. Dopo questo inizio d'istruttoria, egli è vissuto ancora un giorno"

[...]

Il vecchio Murica (il padre di Luigi) in piedi, a capo del tavolo, dava da bere e da mangiare agli uomini attorniato. 
"È lui" egli disse "che mi ha aiutato a seminare, a sarchiare, a mietere, a trebbiare, a macinare il grande di cui è fatto questo pane. Prendete e mangiate, quest'è il suo pane".
Altri arrivarono. Il padre versò da bere e disse: "È lui che mi ha aiutato a potare, insolfare, sarchiare, vendemmiare la vigna dalla quale viene questo vino. Bevete, quest'è il suo vino". [...]
"Il pane e il vino della comunione" disse un vecchio. "Il grano e l'uva calpestati. Il corpo e il sangue".

***

A un certo momento una voce rispose da lontano, ma non era voce umana.oareva il guaito d'un cane, ma più acuto e prolungato. Probabilmente Cristina lo riconobbe. Era l'urlo del lupo. L'urlo della carnaccia. Il richiamo agli altri lupi sparsi sulla montagna. L'invito al banchetto comune. Attraverso il nevischio e l'oscurità della notte incipiente, Cristina vide accorrere una belva verso di lei, apparendo e sparendo velocemente, attraverso I fossati di neve. Da lontano ne vide apparire altre. Allora s'inginocchiò, chiuse gli occhi e si fece il segno della croce.

 

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